
Avevo all’incirca 5 anni, la stazione ferroviaria quella volta credo fosse quella di Livorno.
Un’intera stazione, zeppa del viavai dei passeggeri, ammutolita dal pianto disperato di una bambina che non voleva lasciare andare il suo papà e tornare a casetta senza.
Era pre cellulare, sguardo attonito della mia mamma e giro di telefonate interminabili per riacciuffare mio papà prima che partisse. Giro infinito che però riuscì perfettamente nell’intento di rimandarmi indietro una voce rassicurante.
Una voce dolce, comprensiva, che recitò all’incirca così:”Torno presto, prestissimo. E al mio ritorno, ti porterò dalla Caterina a mangiare pane e verdura,giurin giurello ( giurin giurello quasi sicuramente l’ho aggiunto io al ricordo, transeat)”.
La Caterina, all’epoca, gestiva una sorta di bettola con le tovaglie a quadri rossi e le seggioline in paglia altissime per noi piccoli nanetti.
Serviva quello che ancora oggi ha il sapore della bontà incontaminata: grossi piattoni ricolmi di crauti, da accompagnare a pane di segale croccantissimo ed appena bruciacchiato da renderlo irresistibile.
La Caterina non c’è più oramai da un bel pezzo.
Ma pane e verdura è rimasto per me la quasi certezza di qualcosa di bello che deve arrivare.
Oggi non libero solo una ricetta.
Libero un ricordo, un ricordo che teneramente fa male.
Libero la paura d’ammettere che ad alcune assenze –sebbene ineluttabili (certo che però se m’avessi chiesto il permesso, e col pippero che te l’avrei dato, bamba!) – non ho ancora fatto abitudine.
Libero la consapevolezza del saperle comunque sempre qui, al mio fianco ogni giorno, un po’ memento un po’ malinconia mista compagnia.
Oggi è la giornata ‘#liberericette’. Questo, il mio piccolo, piccolissimo contributo.
“Le storie sono per chi le ascolta,le ricette per chi le mangia.
Questa ricetta la regalo a chi legge.
Non è di mia proprietà,è solo parte della mia quotidianità:per questo la lascio liberamente andare per il web“.
nb:chi potesse, e volesse, può donare l’equivalente della spesa per il piatto a sostegno della mensa per i rifugiati gestita dal Centro Astalli di Roma.
Si può effettuare la donazione tramite bonifico bancario, conto corrente postale o anche online, attraverso Paypal. Tutti i dettagli qui.
La donazione è discrezionale, liberare è condividere, ciascuno come e quel che può.
Black Kale Croutons, makes 2
- 4 fette di pane,meglio se un filino rafferme
-90gr ricotta stagionata di pecora
- 3 spicchi di aglio rosso di Sulmona
- 500gr cavolo nero
- brodo vegetale qb
- olio evo
- pepe nero
Nettare il cavolo nero privandolo delle parti più dure e filamentose (giusto quelle alla base),quindi lavarlo sotto un getto di acqua fredda corrente.
Spezzettare il cavolo grossolanamente,porlo in una capiente pentola insieme a 2 spicchi d’aglio schiacciati e ricoprire il tutto a filo con il brodo vegetale.
Lessare la verdura a fuoco medio per circa 45/50′,o finchè non vi sembrerà tenera. (la tempistica dipende da quanto piccola/grande avrete spezzettato la verdura) Eliminare l’aglio e tostare per qualche minuto aggiungendo un filo di buon olio evo.
Tostare le fette di pane e sfrearne la superficie con lo spicchio d’aglio avanzato. Quindi condirle con un giro d’olio evo.
Grattugiare sottilmente la ricotta (qui si va di grattugia per le spezie,così da avere delle scagliette sofficissime).
Distribuire la verdura sulle fette di pane tostato,spolverare con la ricotta e completare con una mulinellata di pepe nero.
Affondare i denti nella fettozza e lasciarsi stupire dal gioco di consistenze.
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Hai liberato poesia. Un bacio.
volevo proprio comparlo questo cavolo nero pero’puzza
Bòniii! Grazie
e io.. che scopro solo oggi questa bella cosa della liberazione…
ora vedo se il riso nel latte lo libero pure io.
grazie,de’
Povera tatina quella 5enne! Le mando un superbacione!
e che ora pian piano riscopro)
Mi piace molto la ricetta perchè è un modo semplice per rendere golosa la verdura (anzi,un tipo di verdura che a 5 anni avrei definito “brutta e cattiva”
Curiosità:che birra è la stout che si intravede nello sfondo? Dalla bottiglia sembra una birra inglese,e’un abbinamento che t’è piaciuto?
Ciao!
Ah bhé io mi immaginavo il piattino di verdure accompagnato dal pane e invece tu mi presenti una fettona di pane e verdura con un bel po’di formaggio buono sopra! Che meraviglia!
I tuoi racconti sono sempre magici!
sdramattizzo notando che alla fin fine,è lui quello che cucina…
Sei geniale
Stai a vedere che riesco a far passare il cavolo nero a casa e non ci avevo pensato prima? Genio!!
Aglio rosso di sulmonaaaa? (ci sono nata). Kale? (qui si chiama boerenkool,mi ci sono imparentata per matrimonio). Ma mi leggi nella mente anagrafica,o cosa/
Bellissimo e nostalgico ricordo.
La cosa più strana è un padre che promette alla bambina di portarla a mangiare ‘pane e verdura’e renderla anche felice. Adesso la massima poesia è portare i bambini da Mr. MacXXXX.
Sarò vecchia ma assolutamente non nostalgica,ma la differenza si nota ad un miglio di distanza.
Buon w/e cara Reb
E’incredibile come pochi e semplici ingredienti si sposino meravigliosamente bene. Spesso dimentichiamo certi cibi deliziosi come il cavolo nero,poi li riscopriamo e li amiamo di nuovo. Mi piacciono le tue ricette ed il tuo stile fotografico. A presto
Elvira
E un post bellissimo:un viaggio a ritroso nel tempo,per conoscere la Reb bambina che da adulta si pone dietro l’obiettivo con occhio poetico …..
Non ho mai assaggiato il cavolo nero e quelle golose fettone sono lì anche per me (spero!):basta solo stendere la mano!
Che bello il tuo post,sono una che vive di nostalgie e non me ne sono mai vergognata di questo. Leggere il tuo post ha portato dei ricordi belli e ha anche aperto il mio apetito! adesso,alle quasi 9 di mattina io non vorrei altro che mangiare una bruschetta con le verdure
Quelle fette di pane lì…parliamone…
mi ero persa questa scena tenerissima. Giuro ch ti ho visualizzato bambina
e lo sai che quando parli di babbo…
abbraccio