Son cous couse dell’altro mondo

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Sabato pomeriggio, piove a catinelle, anzi vere e proprie secchiate d’acqua che vengon giù fitte fitte, sfidando qualunque legge nota della fisica e riuscendo a mandar gocce orizzontali, mica cotiche.
Arriva un messaggio, ma il cell è nascosto sotto una fitta coltre di imbottitura da divano, copertina in ciniglia e pure calzino in pile che si sa mai, ce la scampiamo beati tra litrate di tea e qualche filmozzo vecchio stile, non c’è verso quella whatsappata raminga venga letta in tempo reale, ma proprio no.

Il messaggio -a cell  finalmente riemerso e ‘uh ma è acceso, lampeggia, chi sarà?’- recita, testualmente ‘ Ci sei? Ti chiamo?  Mi chiami tu? Urgente!’. E non un emoticon uno, niente raffica di punteggiatura e nemmeno uno strafalcione da T9 inserito di default.
Ora, non è che ci voglia poi sto gran genio ad immaginare quella riga di curiosità mista terrore che mi ha assalita, attanagliata e tenuta in scacco per quei 10 minuti buoni seguenti la lettura, che da queste parti si sarebbe bertucce bertucciose per quelle 4 anime pietose e generose che continuano a poter essere definite amiche.

Il sender è un’amica, single incallita che chi  mi ce lo fa fa’ sto bene da sola, non propriamente di primissimo pelo (le prendo, stavolta le prendo che ‘quella’ mi legge, silente ma mi legge e se la ghigna), con all’attivo un numero imprecisato di piante grasse stecchite in meno di 3 giorni al netto delle notti, una nonna con qualche acciacco dovuto all’età ma non glielo diciamo che altrimenti s’arrabbia e speriamo non le rinnovino la patente, 2 gatti siamesi panciuti e soddisfatti disfacenti l’oramai quarto diverso divano in simil pelle ed un tappeto persiano (dico, almeno prendili per assonanza i gatti, che magari per reverenza quello lo lascian in pace, no? Ehhh, no), ed un compagno di avventure stabile – oh, ma sempre lui? Sì sì, sempre lui, ma forse son stufa- da qualche settimana ora minuto e pure secondi.

Le passo quindi in rassegna tutte:

- le avran regalato un gingko biloba bonsai, le sarà durato meno di un millisecondo e per conforto le vien da chiamare me, che coi bonsai sto messa male ma male e se la tua amica è messa peggio figurati che colpa ne hai te?
- la belva nr.2 occhio parachiulo avrà per l’ennesima scagazzato a ridosso dello zerbino e vuol chiedermi se può mandarla in castigo collegioso qui da noi per qualche settimana, famo mese?
- alla nonna la patente l’hanno poi rinnovata, ma le han nascosto le chiavi dicendole anzi che l’auto era stata esportata all’estero dando la colpa a me ed ora la nonna vuol chiamarmi per augurarmi affettuosamente un cagotto fulminante e lei tenta stoicamente di mettermi al riparo consigliandomi di lasciarla fare? (che la nonna ci vede pochetto oramai, se anche ha tirato fuori il libro degli anatemi sicuro ha letto male e al massimo mi ritrovo con un canotto culminante, gli troverò una collocazione).
- lui che è sempre lui magari ha capito che poi malaccio non è, ha deciso che se lo sposa o almeno prova a far la promessa di matrimonio e mi tocca accompagnarcela per mano in municipio, e tenerla stretta quella mano e serrare poi la porta guardandola con sguardo da il dado è tratto stai ferma lì che altrimenti a tuo papà viene un coccolone che non gli par vero poter trasformare la tua vecchia stanza finalmente nel dopolavoro ‘padri non più affetti da figlia zitella’ (che, avessi un pastificio, io il formato femminile degli ziti, le zitelle per l’appunto, lo farei subbbito de corsa)?

10 minuti, mi bastano anzi forse meno di dieci minuti per pensarle tutte, prima singolarmente e poi mescolate fra di loro fino a decidere che no, io vestita da damigella meringosa nun ja fò, passi per il resto ma quello no, devo chiamarla prima di ora per dirglielo, prima che subito sia già troppo tardi, e la chiamo driiin driiin ma mi fa la sostenuta ed aspetta il quinto squillo per tirar su e farmela pagare.

‘Wuo’, scusa, ho visto pochi minuti fa, ci sei, puoi parlare anche ora che mi sembrava urgente e magari lo è diventato ancor di più?’
‘Sì sì, tranquilla, stavo per uscire che fra poco passa a citofonare quella del pianerottolo in là che ospita dimostrazione aggeggio rutilante (! un monbuddah, ammetto, m’è scappato) e non voglio farmi trovare che poi finisce che apro e ci vado come da promessa e non glielo compero ma quelle millemila spugnette inutili detersivi ecobio sì e nun c’ho voja (che, si capisce l’amica viva a Roma da quel dì oramai? Avoja), ma volevo dirti: ” Hai letto della nave fantasma, piena di topi cannibali, che sta per raggiungere le coste dell’Inghilterra? Tappatevi in casa, state attenti, posizionate delle trappole tagliatopi almeno, che mica c’è da scherzare’.

Hic, altro che 10 minuti, non mi sarebbe bastata una vita intera per provare anche solo lontanamente ad immaginare una notizia simile.
Mentre cerco di riprendermi – dall’attacco di ridarola misto voglia di prendere un aereo ed andar fin lì solo per suonargliele di santa ragione japozzino- voi leggete anche di questo cous cous.
Che qui, topi cannibali eccettuati, gli Inglesi pare siano in fissa giusto con le verdure -e la frutta, pure- formato Lilliput, ma un’invasione vera che se ne vedon dappertutto.
Baby, le chiamano.
E nessuno può mettere le verdure baby (pastinaca, cavolfiore, broccolo, cavolo cinese e pak choi avec) in un angolo, io men che meno che altrimenti mi rispediscon indietro da dove son venuta, intera o parzialmente smozzicata dai topi, vedete voi lol.
vegsconfit

Cous cous con baby verdure confit, x 2

- 180g cous cous

- 5 piccole pastinache

- 4 piccoli cavolfiori

- 2 piccoli broccoli

- 2 piccoli cavoli cinesi

- 6 piccoli pak choi

- 1 cucchiaio raso di zucchero di canna

- 1 cucchiaino di sale integrale

- olio evo qb

- erbe aromatiche qb

- un pizzico di peperoncino in fiocchi

Preriscaldare il forno a 140°C.

Lavare le verdure ed affettarle cercando di mantenere similitudine negli spessori (i pak choi ed i cavoli cinesi sono stati semplicemente divisi a metà), disporle nella leccarda, irrorarle di olio evo e cospargerle col sale e lo zucchero. Completare con le erbe aromatiche spezzettate a mano ed il peperoncino in fiocchi.

Cuocere per 70′ o fin quando le verdure non cominceranno a caramellare quasi (non meno, comunque, di 60′) e la superficie risulterà croccante e dorata.

Preparare il cous cous come da istruzioni riportate in confezione (o, se siete cous coussari provetti che la semola la impastano da sè, siete caldamente pregati di invitarmi a pranzo cena merendina uno di questi giorni, il prima possibile) e condirlo poi con le verdure confit tagliate grossolanamente.

Regolare di sale, se necessario, e servire tiepido (in accompagnamento qui vi è stata affiancata anche della watercress, per un contrasto pizzicorino- dolce col cous cous niente male).

vegconfitcouscous

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