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Germogli e buoi dei paesi tuoi

Medito, e seriamente, di avviare una nuova saga.
L’espatriato imbruttito, per dire.
Perchè da quando si è via dal suol natio mancano robine che prima nemmeno venivano degnate di striscio.
Cose come: la focaccia cipollosa pucciata nel cappuccio, un bucatino -ma ripieno, che sul bucatino qui non si cede d’un mm- chessò all’amatriciana, lo speck trentino che si sa la regione brulichi che brulichi di maiali, la parmigiana di melanzane di mammà e meglio ancora se nel panino mangiato al calar del sole co’ la maglietta di cotone pesante che all’epoca faceva freschino e guai a raffreddarsi.
E si mangia way mooore pasta che riso.
E aglio come se piovesse.(ma dalla regia mi fan sapere piova più lì che qui, ultimamente, gnè gnè)
Che nella ricettucola è presente almeno sotto duplice forma: germogliata, versione giant per l’esattezza, ed essiccato e generosamente macinato.

Nell’attesa di rileggersi con calma e per piacere nelle settimane venture, voi prendetevi pure qualche giorno di relax meritato e sudaticcio.
Ma, da sotto l’ombrellone -o ombrello che dir si voglia, buahahah-, fate giungere numerosi i vostri consigli per infoltire gli esempi sagosi, lol stralol e buone vacanze ciriciao gente.

Pasta con germogli d’aglio, ravanelli e peperoncino, x 2
-150g pasta
-una manciata di ravanelli
-4/5 germogli d’aglio (parti più tenere, senza fiori)
-peperoncino in fiocchi
-aglio essiccato
-olio evo profumato

Lessare la pasta in abbondante acqua bollente e scolarla ben al dente.
Mondare i ravanelli e tagliarli in fette non troppo sottili.
Mondare i germogli d’aglio, eliminando eventuali parti legnose, e tagliarli in bastoncini.
Intanto, mentre cuoce la pasta, preparare il condimento: riscaldare in una padella ben capiente l’olio evo, saltarvi velocemente i germogli, aggiungere i ravanelli e completare col peperoncino e l’aglio macinato. Lasciar cuocere per un apio di minuti a fuoco vivace, evitando però che il contenuto brunisca eccessivamente.
Condire la pasta e servire ben fumante.

Punto e a rapa

kohlrabipanzanella

Fa caldo. Anzi, faceva caldo. Un caldo appiccicoso, di quello che senti partire dalle tempie e via giù sin le caviglie, perla di sudore dopo perla di sudore. E quando fa caldo, ‘laggente’ par lavarsi meno del solito. Ed io ed il mio naso, soffriamo. Soffriamo parecchio di malaugurata sventura. Invecchio, poco da fare. E non miglioro, ahimè.

Oggi pare autunno. Un’arietta fresca e grigiastra che, non fosse appunto per il colore, rinfrancherebbe e neanche poco. La panzanella di cavolo rapa -kohlrabi in inglese- ci sta che è una bellezza. Del resto, il temperaverdure va utilizzato in occasione di …continue reading…

Yellow subzucchin

yellowzucchini

Ci son volute le zucchine in colorama evidenziatore per riappacificarmi co’ la sottoclasse delle cucurbitacee. Perchè la verità è che se cresci a zucchinette dell’orto -pseudo tuo o di parenti ed amici generosi- poi comperarti quelle robe gigantesche che la grande distribuzione comunque si ostina a chiamar zucchine, è un problema, è un problema serio e grosso. E le coltivano anche tondolotte, da far ripiene, una delizia per gli esteti.

Perchè, di base, pur sempre di zucchine stiam parlando, sia chiaro. Ma in varietà gialla mi pare facciano più allegria e mantengano anche meglio la consistenza. Specie se, per …continue reading…

Il gusto ripieno della vita

stuffed onions and peppers

So’ complottista e malfidata, ed ho una teoria chiara chiarissima sul come funzionino le leggi fisiche del ripieno. Esemplifico, o almeno provo a.

Le verdure ripiene, da che io possa avere ricordo, sanno d’estate. Al mare, preferibilmente. Di quelle estati spensierate in cui cucinava la mamma, e te girellavi furtiva per la cucina, piedi scalzi e costumino sghembo ad intingere tocchetti di pane in salsa, fare prove assaggio manca questo ed aggiungi un po’ di quell’altro e la massima preoccupazione che potevi avere era ‘quale secchiello, paletta e gonfiabile prendo oggi?’.

Poi cresci, e quei sapori -mare o non …continue reading…